LAVORO SU PIATTAFORME DIGITALI: IMMINENTE IN ITALIA LA PRESUNZIONE DI SUBORDINAZIONE

11 Agosto 2025

LAVORO SU PIATTAFORME DIGITALI: IMMINENTE IN ITALIA LA PRESUNZIONE DI SUBORDINAZIONE

La legge 13 giugno 2025 n. 91, con cui il Parlamento italiano ha conferito al Governo della Repubblica italiana numerose deleghe per il recepimento di direttive dell’Unione Europea (cd. legge di delegazione UE 2024), è entrata in vigore il 10 luglio 2025.

Il testo dell’art. 11 della suddetta legge riguarda i principi e i criteri direttivi per l’esercizio della delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2831 relativa al miglioramento delle condizioni nel lavoro mediante piattaforme digitali. Quest’ultimo è definito dalla direttiva stessa (art. 2, paragrafo 1, lett. b) come “lavoro organizzato tramite una piattaforma di lavoro digitale e svolto nell’Unione da un individuo sulla base di un rapporto contrattuale tra la piattaforma di lavoro digitale o un intermediario e l’individuo, indipendentemente dal fatto che esista un rapporto contrattuale tra l’individuo o un intermediaRio e il destinatario del servizio”.

Nel dettaglio, al fine di effettuare tale recepimento, l’art. 11 della nuova legge richiede che si disponga attraverso interventi di modifica e/o integrazione dell’attuale capo V-bis del D. Lgs. 81/2015 l’istituzione della “presunzione di subordinazione” (prevista dall’art. 5 della direttiva), in forza della quale – qualora si riscontrino fatti che indicano direzione e controllo nel lavoro su piattaforme digitali – non è il soggetto che svolge detto lavoro a dover dimostrare di essere subordinato, ma grava sulla piattaforma digitale stessa l’onere di provare il contrario.

A completamento delle tutele volte al miglioramento delle condizioni del lavoro su piattaforme digitali, l’art. 11 stabilisce gli altri passi necessari per il recepimento della direttiva UE:

  • l’adeguamento della definizione di “piattaforma di lavoro digitale”;
  • l’identificazione di procedure adeguate ed efficienti per determinare correttamente la natura del rapporto di lavoro dei soggetti che operano su piattaforme digitali;
  • l’introduzione di limiti del trattamento dei dati personali tramite sistemi automatizzati;
  • l’adattamento delle tutele previdenziali;
  • la definizione di modalità di informazione trasparente sulla gestione dei dati personali;
  • la rinnovazione e il potenziamento delle misure per salute e sicurezza, incluse le norme contro molestie e violenze.

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